RITRATTO ESTENSIONISTA

Firenze. La zona è quella del Comunale, del “Maggio” con le torri dell’antica cinta trecentesca a fare da sentinelle e l’Arno a segnare il confine. La strada è via Solferino. Corsi e ricorsi. Nella Solferino milanese nascevano movimenti che avrebbero segnato la storia dell’arte del ventesimo secolo.

Caschetto di capelli rosso tiziano con qualche vampata rave. Viso tra Vermeer e Velazquez  con un ovale  un po’ Verrocchio e un po’ Veronese stretto al collo da un kimono orientale. Nella penombra dello studio - spettatori immobili, impenetrabili, pronti a muoversi come i “Quadri di una esposizione” di Musorgskij- vivono con lei, volti scolpiti, icone neoclassiche, leoni orientali, gessi, maschere. In poltrona Lionel splendido manichino settecentesco, presenza inquieta e compagno di dialoghi improbabili. In questa metafisica atmosfera tra medianico ed evocativo vive e lavora aMBRA mOROSI. E non potrebbe essere diversamente. Nell’ordinato disordine delle cose i quadri alle pareti sono il complemento definitivo all’aria che si respira. Rifrangono, rimbalzano l’immediatezza di una tensione palpabile, di un algido vissuto rubato sui banchi della memoria: un diario dell’es che torna alla luce della ragione.

Artista composita Ambra indaga l’emozione, come l’archeologo di Neruda cammina sulle tracce di ineludibili proiezioni interiori, scava nel mistero di subliminali segnali d’allarme, fa di ogni reperto un particolare che diventa storia questa pressante dilatazione, oltre le immagini che bussano alle porte di una consapevole vertigine di urgenze da comunicare, Ambra crea le premesse per il suo  estensionismo, innesto salutare (originale, senza confini predeterminati, alla ricerca di una possibile definizione, aperto, universale ) del fare arte contemporaneo.

Passionaria con una francescana regola di lavoro, senza alcuna concessione alla spettacolarizzazione, essenziale, scabra quasi indisponente nella pervicace ricerca dell’essenziale, l’artista toscana  fa arte come una partita senza tempi con da una parte la vita e dall’altra il mistero in una nuova categoria di immaginario che diviene quotidiano permanente, effetto, inconscio collettivo, certezza di cronaca e virtualità di racconto.

Tutto in fumo. E’ andato tutto in fumo: la sequenza organica delle domande, lo schema lineare dell’intervista, lo spirito acuto, pungente della querelle, l’indagine sulla donna e sull’artista, la maschera che ci soccorre in ogni primo contatto. Tutto in fumo di fronte alla sensazione quasi fisica della sacralità di questo studio. Se non temessi l’ovvio e lo scontato mi verrebbe spontaneo scrivere di aMBRA mOROSI sacerdotessa del suo “estensionismo” oltre che di un gruppo di artisti che si pone alternativo all’aniconismo contemporaneo. Cinicamente e volutamente provocatorie arrivano le domande

L’INTERVISTA

Estensionismo: un “ISMO” in più per differenziarsi o un nuovo movimento per dire, riscontrare, rompere con i modelli di arte consolidata?

Estensionismo come effetto, come fucina di sensazioni, come ritorno alle origini e rottura con tutti gli “ismi” e tutta l’Arte consolidata. Estensionismo come codice di fuga, di risveglio, di comportamento. Estensionismo come dimostrazione dell’energia della materia e dell’Immaginario. Estensionismo come riscontro dell’Es.

Pensi che l’essere estensionista sia rappresentativo di ciò che sei o di ciò che siam ?

Essere estensionista è rappresentativo di come potremmo essere.

Cosa ti stupisce o ti emoziona nel tuo fare arte?

L’emozione è quando ho di fronte l’altro. Si chiama generalmente opera ma per me è l’altro, quello che vive e mi respira davanti, steso e piatto sulla tela. Anche quando è brutto lo trovo sempre stupefacente. E mi emoziona guardarlo perché da un senso alla mia identità, al mio doppio,  mi convince che esisto. 

Alle soglie del millennio l’immaginazione ha preso il potere? E l’immaginario ha ancora ragione di mostrarsi ed esistere nel tempo dell’arte elettronica e multimediale?

Non mi sembra che l’immaginazione abbia mai preso il potere. E’ ed è sempre stata la fortuna di pochi. Però sta accadendo qualcosa. Vedo profilarsi minacciosi all’orizzonte due mondi che si fronteggiano: quello elettronico con i suoi grandi SONNI e l’altro, quello immaginario vero, assoluto, che vive. E’ cronaca di oggi ma è difficile dire come finirà.

Guardando i tuoi quadri che aMBRA mOROSI si può immaginare o definire?

Forse un pilota senza freni.

Fuori si copre il sole. Il paravento che nasconde la finestra si incupisce. Lo studio diventa in bianco e nero come una vecchia foto d’album. Ambra in bianco e nero. Il bianco. Quello abbacinante delle ultime inquadrature degli spiriti  nella “Giulietta “ del grande Federico. Il nero. Non so, forse quello vivido di luce di El Greco. Bianco e nero insieme: “Le uova sul cassettone” di Casorati. L’ultima domanda. A bruciapelo dopo qualche istante di un silenzio irreale.

Cosa è un artista oggi? Come sei arrivata all’arte: per caso, per vocazione, per necessità, per educazione, per una sfida con tè stessa?

Oggi come ieri un artista è l’anello di congiunzione con il futuro, con il “ lontano” ma è soprattutto un individuo consapevole come non mai. E’ la consapevolezza il senso più profondo del fare arte oggi. E’ sapere che l’immaginario artistico non è necessità, vocazione, educazione o sfida ma solo un modo di essere, di proiettarsi, di spostarsi su di un altro presente: il proprio.

I quadri  mi guardano. Ma non aspettano risposte. Piuttosto  mettono in moto una tensione emotiva che induce al silenzio, ad un transfert di inquieta partecipazione, all’urgenza di trovare il bandolo dell’emozione. aMBRA mOROSI e gli estensionisti non trasmettono certezze se non quelle dell’essere  e dell’esistere e di come potremmo essere ed esistere. Non hanno codici seriali di comunicazione, né icone di quotidiano da santificare, rifuggono dai miti metropolitani, dal parossismo realistico, dalla iperdefinizione dell’immagine come metafora dell’esistente. Il loro presente è  altro. E altra è l’ipotesi liberatoria di un’arte come metalinguaggio della parte invisibile, impalpabile, e forse improbabile, del reale.

In aMBRA mOROSI, artista importante se non caratteristico del movimento, il tutto si accentua in un clima evocativo ed insieme narrativo dove l’aria prende forma e i volti, i corpi, le suggestioni, le presenze diventano sospensione del tempo, inconscio, memoria, percezione, racconto. Affinità elettiva che salda l’artista toscana  e tutto l’estensionismo a Paul Klee quando scriveva che l’arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo é.

Senza confondere né collocare Ambra in quella marmellata aniconica che, con targhe diverse, compone la persuasione occulta di rassegne, manifestazioni  e mercato televisivo. Si può tentare una possibile collocazione dell’artista e del movimento in una nuova categoria di immaginario con forti componenti esistenziali. Una strategia della tensione tesa a dare nuova coscienza e identità all’artista contemporaneo nella sua esplorazione di una metafisica del quotidiano intesa come riflessione, rielaborazione, kermesse di urticanti contaminazioni.

Nulla di banale, di pretestuoso e di scontato quindi, nessuna necessità di alfabetizzare l’immagine per riportarla alla sua origine nelle opere di questa riconosciuta e ormai consolidata pittrice ma un silenzio avvolgente e complice tra le impennate di bianco vibrante sospese tra  una loro ritualità quasi alchemica e lo spessore forte della mutazione di energie misteriose dal profondo dell’inconscio. Per un altro presente e per un’artista senza freni.

di Valerio Grimaldi

Pittura estensionista italiana, artisti fiorentini, pittori estensionisti, pittori fiorentini, pittura innovativa toscana, opere d'arte moderna, opere d'arte estensionista, Estensionismo, movimento estensionista, manifesti estensionisti,  movimenti pittorici, movimenti artistici d'avanguardia, artisti fiorentini contemporanei, arte contemporanea, news arte italiana, atelier, italian painters, modern art, contemporary art, art movements, movimenti arte contemporanea, ricercatori d'arte, movimenti pluridisciplinari, profili d'artisti, codici  pittorici, giochi d'estensione